27/06/2008

Bomba atomica

Posted in Life at 8:19 AM by S.

Una bomba atomica avrebbe portato meno effetti negativi. Un meeting iniziato con: “Vediamo le tue doti di presentazione, ho solo mezz’ora scarsa”. Ma questo è stato il meglio perché il resto del tempo lo ha passato a dire: “Non lo so”. Ora questo diventerà il tormentone dopo “Non capisco”.

Comunque. Il meeting si è concluso e io non ho capito una fava. Non so se va bene, non so cosa fare, ne quando fare. Prima mi ha detto che non devo presentare al retail meeting, poi mi dice di mettermi d’accordo con Paola per farmi inserire in agenda. Ma questa tortura che chiamano “stage” finirà presto? Io post graduation vado a vendere palline del gelato. Quello è un business che sarà sempre in espansione.

18/06/2008

Frase celebre del giorno

Posted in Lavoro at 1:53 PM by S.

“L. mi ha detto di darti tutta la libertà che vuoi, ora sono cavoli tuoi.”

17/06/2008

Inferno dantesco

Posted in Life at 12:10 PM by S.

2 considerazioni importanti da fare:

1. ok e’ uno stage che in fondo dovrebbe portare sia contatti che una esperienza diversa da intermezzo MBA. Ma la prima e’ da escludere dato che il mio livello di demenza non e’ sufficientemente alto anche solo per pensare di lavorare in cotanto inferno. Il secondo ho appurato di persona non essere cosi.. Quindi…perche’ diavolo mi ostino a martellarmi costantemente e giornalmente i piedi quando invece lo scopo di questo periodo era principalmente rilassarmi e prepararmi psicologicamente al secondo e ultimo round finale? La mente umana e’ contorta ma la mia puo’ essere decisamente da sanatorio.

2. Anche Dante e’ riuscito, contro ogni aspettativa ad uscire dall’inferno…perche’ io ci rimango sempre incastrata invece?

Domande che lancio nell’etere…

11/06/2008

L’Amore secondo Alberoni

Posted in Amore tagged at 3:30 PM by S.

L’amore è esclusivo o non è
E se muore, rinasce malato

Le delusioni giovanili rendono fragili i legami successivi

 

di Francesco Alberoni

 

Come sta cambiando il processo di innamoramento, la coppia? Per rispondere ricordiamo che l’innamoramento è la formazione, a caldo, di una nuova comunità, la coppia, che si proietta piena di speranza ed entusiasmo nel futuro. L’innamoramento, nel suo stato nascente, è «per sempre». Ma la forza che spinge due persone a fondersi è sempre controbilanciata dalla tendenza opposta che spinge ad affermare la propria personalità ed i propri interessi.

Nella adolescenza e nella prima giovinezza i ragazzi e ragazze hanno un grande bisogno di affermare la propria indipendenza e cercare la propria strada. Perciò il loro desiderio di fusione amorosa si scontra con quello di individuazione. Ciascuno desidera amare ed essere amato, ma ha anche a paura di farsi plagiare, modellare dall’altro. Al primo serio dissenso, al primo vero dissapore si lasciano, provano con un altro. Ma l’innamoramento o c’è tutto o non c’è per nulla. O l’altra è veramente la persona che corrisponde miracolosamente alla totalità dei tuoi desideri, l’unica che non puoi nemmeno immaginare di perdere, oppure non è niente. È uno che ti piace, con cui stai bene, con cui fai all’amore, con cui ti diverti, ma che puoi sempre cambiare con chi ti sembra meglio.

Ma su questa base non si costituisce nessuna coppia, nessuna convivenza, nessun matrimonio. Molti ragazzi e soprattutto molte ragazze si innamorano profondamente verso i 18-20 anni. Le ragazze di solito quando l’uomo ha alcuni anni più di loro. Ma spesso non sanno gestire, coltivare, approfondire il loro rapporto creando quell’intimità amorosa che rende il legame indistruttibile. Così litigano, si separano e si riconciliano, oppure rompono pensando che poi tanto potranno trovare un altro amore intenso come quello. Ma non è così. Ci si innamora solo poche volte nella vita. L’incantesimo non si ripete. Incomincia allora una ricerca che porta ad una nuova delusione.

La fragilità della coppia giovane si ripercuote sulle esperienze successive. Perché viene meno la fiducia di base sull’amore. Ciascuno pensa che il nuovo amore potrà finire nello stesso modo. Nasce così un amore prudente, circospetto, che non ha il coraggio di gridare la sua esclusività, che ha paura di pensarsi «per sempre». Un amore pronto a fare due passi indietro al primo ostacolo, alla prima incomprensione. Fragile, malaticcio. Tutto il contrario di ciò che dovrebbe essere: generoso, ardente.

02 giugno 2008

La Carriola – Pirandello

Posted in letteratura, Life at 3:23 PM by S.

Non pensavo a ciò che vedevo e non pensai piú a nulla: restai, per un tempo incalcolabile, come in una sospensione vaga e strana, ma pur chiara e placida. Ariosa. Lo spirito mi s’era quasi alienato dai sensi, in una lontananza infinita, ove avvertiva appena, chi sa come, con una delizia che non gli pareva sua, il brulichio d’una vita diversa, non sua, ma che avrebbe potuto esser sua, non qua, non ora, ma là, in quell’infinita lontananza; d’una vita remota, che forse era stata sua, non sapeva come né quando; di cui gli alitava il ricordo indistinto non d’atti, non d’aspetti, ma quasi di desiderii prima svaniti che sorti; con una pena di non essere, angosciosa, vana e pur dura, quella stessa dei fiori, forse, che non han potuto sbocciare; il brulichio, insomma, di una vita che era da vivere, là lontano lontano, donde accennava con palpiti e guizzi di luce; e non era nata; nella quale esso, lo spirito, allora, sì, ah, tutto intero e pieno si sarebbe ritrovato; anche per soffrire, non per godere soltanto, ma di sofferenze veramente sue.

………………………………………………..

Ora la mia tragedia è questa. Dico mia, ma chi sa di quanti!

Chi vive, quando vive, non si vede: vive… Se uno può vedere la propria vita, è segno che non la vive piú: la subisce, la trascina. Come una cosa morta, la trascina. Perché ogni forma è una morte.

Pochissimi lo sanno; i piú, quasi tutti, lottano, s’affannano per farsi, come dicono, uno stato, per raggiungere una forma; raggiuntala, credono d’aver conquistato la loro vita, e cominciano invece a morire. Non lo sanno, perché non si vedono; perché non riescono a staccarsi piú da quella forma moribonda che hanno raggiunta; non si conoscono per morti e credono d’esser vivi. Solo si conosce chi riesca a veder la forma che si è data o che gli altri gli hanno data, la fortuna, i casi, le condizioni in cui ciascuno è nato. Ma se possiamo vederla, questa forma, è segno che la nostra vita non è piú in essa: perché se fosse, noi non la vedremmo: la vivremmo, questa forma, senza vederla. e morremmo ogni giorno di piú in essa, che è già per sì una morte, senza conoscerla. Possiamo dunque vedere e conoscere soltanto ciò che di noi è morto. Conoscersi è morire.

 

……………………

 

Ci sono i fatti. Quando tu, comunque, hai agito, anche senza che ti sentissi e ti ritrovassi, dopo, negli atti compiuti; quello che hai fatto resta, come una prigione per te. E come spire e tentacoli t’avviluppano le conseguenze delle tue azioni. E ti grava attorno come un’aria densa, irrespirabile la responsabilità, che per quelle azioni e le conseguenze di esse, non volute o non prevedute, ti sei assunta. E come puoi piú liberarti? Come potrei io nella prigione di questa forma non mia, ma che rappresenta me quale sono per tutti, quali tutti mi conoscono e mi vogliono e mi rispettano, accogliere e muovere una vita diversa, una mia vera vita? una vita in una forma: che sento morta, ma che deve sussistere per gli altri, per tutti quelli che l’hanno messa su e la vogliono così e non altrimenti? Dev’essere questa, per forza. Serve così, a mia moglie, ai miei figli, alla società, cioè ai signori studenti universitari della facoltà di legge, ai signori clienti che m’hanno affidato la vita, l’onore, la libertà, gli averi. Serve così, e non posso mutarla, non posso prenderla a calci e levarmela dai piedi; ribellarmi, vendicarmi, se non per un attimo solo, ogni giorno, con l’atto che compio nel massimo segreto, cogliendo con trepidazione e circospezione infinita il momento opportuno, che nessuno mi veda.

Gatto nero

Posted in superstizione at 2:59 PM by S.

Una settimana fa un gatto nero mi ha attraversato la strada mentre procedevo ignara verso casa dopo una giornata spossante al lavoro. Ieri ne ho visto un altro…Pensavo fosse passato il periodo in cui incrociavo sempre gatti neri quasi il destino tentasse di mandarmi un messaggio, che per inciso non ho mai ricevuto. Comunque ieri sono scesa dall’auto dato che ero in un parcheggio e non in corsa verso la meta serale. L’ho guardato in silenzio e lui ha ricambiato il mio sguardo. Gli occhi verdi brillanti risultavano ancora più sprezzanti grazie alla luce del sole che ogni tanto faceva capolino tra una nuvola e l’altra e rendeva il contrasto col pelo nerissimo e lucente ancora maggiore, quasi ad esaltare la maestà dei suoi movimenti che è tipica soprattutto dei gatti neri. Sarà per la loro similitudine alle pantere, sarà per l’aria arrogante con cui si muovono leggiadri tra l’erba o tra le macchine ferme, quasi incuranti di ciò che succede intorno a loro.

Come è possibile che molte persone perdono ogni briciolo di razionalità e di coerenza nel momento in cui vedono con la coda dell’occhio un gatto nero? Forse non sanno che in molti paesi è associato ad una condizione fortunata ed è considerato un animale prestigioso e fiabesco o forse è una delle poche cose irrazionali e un po’ fuori dal comune che è concessa in una vita dettata da regole, prassi, normalità che spesso ci imprigiona.

E’ un po’ come il concetto che Pirandello in “la carriola” e se tu ti vedi vivere e trovi nel credere al gatto nero una via di fuga…allora continuate a fermarvi se un “nerone” vi attraversa, aspettando che qualche disgraziato passi prima di voi e si becchi lui la sfortuna.

10/06/2008

Il fuscello

Posted in Life at 8:24 AM by S.

A volte mi sembra di essere un fuscello abbandonato al vento e alle intemperie. Chiudo gli occhi e sento la testa girare, sento che non esiste più né un sopra né un sotto, le forme perdono la forma e sento che barcollo, sento che la mano cerca un appiglio in cerca di un punto fermo, stabile, che mi aiuti ad aspettare che tutto passi.

La mano cerca e trova ma poi perde la presa e si agita nell’aria quasi disperata. Basta concentrarsi e forse riesce a non cadere e a non perdere completamente il controllo ma si aspira a quella stabilità conosciuta, che porta alla pace interiore, che porta ad un sospiro di sollievo, che porta, almeno per un po’, a smettere di aver paura.

09/06/2008

fermarsi

Posted in Viaggi at 8:09 AM by S.

Saranno ormai 8 anni che mi ritrovo a fare liste mentali delle cose che farò quando sarò in un posto in cui mi fermerò almeno per un po’. Un posto che mi piace sufficientemente per comprarmi una bicicletta. Un posto in cui poter avere un giardino piccolino e uno spazietto per coltivare i pomodori. Un po’ di tempo per comprare dei mobili che non siano di Ikea. Un posto in cui poter appendere per un po’ il cappello in uno di quei portagiacca in ferro battuto appesi al muro. Una stanza dove poter accumulare tutte le mie cose incurante del momento in cui dovrò impacchettare tutto di nuovo.

Vorrei potermi godere un tramonto seduta su un’amaca a sorseggiare un bicchiere di vino, avendo riposto il mio libro sulle gambe per gustarmi quel momento di pace. Vorrei potermi sentire a casa, senza desiderare per un momento di essere altrove.

06/06/2008

Life

Posted in Life at 7:41 AM by S.

Mi ritrovo con gli occhi in tutta la loro grandezza, incuranti della necessità di sbattere le palpebre per dare un po’ di pace, con lo sguardo incollato al vuoto davanti a me. Nulla riesce a richiamarmi al presente. Nulla riesce a catturare la mia attenzione che non sia il flusso di pensieri guizzanti che mi ostruiscono il cervello e che fanno si che anche solo una parola sia una fatica incontrollabile alla mia forza di volontà.

Voglio osservare il mondo. Non voglio farne parte per un po’. Voglio soltanto aspettare che le cose accadano e voglio soltanto essere spettatore davanti al grande palcoscenico che è la vita. Voglio sedermi, incrociare le braccia, distendere le gambe e aspettare.

 

Xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

 

A volte mi domando quanto strambo sia il destino. Ho capito molto tempo fa che il mio era scritto. A volte mi guardo indietro e non trovo un senso logico in cio’ che ho fatto, in come ho agito o in dove sono e poi smetto di ricercare una ragione e lo giustifico come “destino”.

Che esista pero’ davvero? O e’ solo un modo per essere piu’ tranquilli con se stessi il giustificare alcune scelte azzardate con la frase “era la strada che era stata tracciata per me”?

Esiste davvero il destino o e’ solo un’invenzione romantica come puo’ essere Babbo Natale, Cupido o le vite parallele?

 

Xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

 

 Le anime si appartengono e si riconoscono. Arriva un momento in cui tutto sparisce, la pace conquista il tuo cuore, il tuo essere e la serenità pervade tutto il tuo essere. Ti sembra ieri ma anche una eternità. Ti sembra che tutti i dolori passati, tutti gli sbagli, tutte le lacrime versate non siano mai esistite e ti aggrappi a questa sensazione idilliaca con tutte le tue forze affinché non svanisca più, domandandoti ogni notte un secondo prima di cadere in un sonno profondo, se al risveglio ci sarà ancora….

 

Xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

7 maggio

Posted in MBA at 7:40 AM by S.

7 Maggio

 

Oggi, 7 Maggio ho finito il mio primo anno di MBA. Una sensazione strana…di calore e leggerezza ma anche di tremore.

Un altro anno mi aspetta prima di finire, un internship e 3 mesi in Italia…per poi ricominciare…ma sono gia’ a meta’..la meta’ piu difficile, una meta’ che mi ha visto soffrire, temere, stringere i pugni e digrignare i denti e sperare di farcela…e ora sono qui. Ce l’ho fatta.