12/12/2008

Breakfast at Tiffany’s

Posted in Breakfast At Tiffany's at 5:32 PM by S.

Breakfast at Tiffany’s starts with a breathtaking image of 5th Avenue in New York in the late fifties, during its maximum cultural and economic expansion. Starting at sunset on an early summer’s day, a solitary yellow cab weaves through the streets of a city that is still sleeping, supported by an emotional soundtrack made mainly by the famous “Moon River”. The movie is set in an atmosphere typified by dreams of wellness, calmness and hope, common to both a victorious America and a Europe still recovering from war.

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The protagonist Holly, in spite of her seemingly very social and open character, is deeply scared by people because she is conscious that real life can also be very cruel. For this reason, often at breakfast, she usually goes and dreams while looking at the windows of Tiffany’s than “calm me down right away. The quietness and proudness of it. Nothing bad could happen there”.

 

This movie expresses very well the aspiration of a dream and of a different life. It is full of charm, due to the setting, to a fantastic and enchanting Audrey Hepburn and to Tiffany’s, a symbol of the luxury that embodies a dream, not just something material but of something more, emotional.

 

The story unfolds around the two protagonists: Paul, a writer with a lack of inspiration who lives in the shadow of an old and bored lady, as well as Holly, a girl with a mysterious past who lives a lonely existence, surrounded by several admirers and a life made of dreams destined to sink.

 

These two people, tormented by the difficulties of turning their dreams into reality, and by the negative experiences of their past, meet by chance and begin a strange love story that will only get to be made at the end.

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11/12/2008

Aspettare

Posted in Lavoro, Life, Viaggi at 9:53 PM by S.

Mi manca scrivere. Un tempo lo facevo tutti I giorni..lunghe “Newsletter” indirizzate a qualcuno che le leggeva e vi cercava sempre qualcosa da criticizzare, non capendo che invece per me era un modo per aprire la mia anima. Ma in ogni momento un po critic della mia vita mi ritrovo sempre qui..non piu carta e penna ma pc e internet…e scrivo. A chi non lo so ma l importante non e’a chi ma solo che io lo faccia.

SOno sempre in attesa…di cosa? Credo che sto aspettando da una vita che il destino mi dica cosa fare, dove saro’, ma una cosa in meno: ora so con chi saro’ ed e’ veramente un sollievo. E’ un po come avere un grande tabellone con una matrice e tu con un matitone gigante che cancelli mano a mano che le cose si sistemano. Ma si sistemeranno mai? Qualcuno mi ha detto che non mi so accontentare mai e cerco sempre qualcosa in piu…e se fosse vero? e so che e’ vero! e allora? cio’ cosa comporta?

Comunque..aspetto e poi vedo…in due si fa meglio.

06/12/2008

Ciao my friend

Posted in Friends, Life, Viaggi at 2:49 AM by S.

Ciao my friend,

I know that probably you are busy and wont have time to reply. No problem. i just wanted to let you know that I miss you.

So many things happen in my life every day that it is hard for me to tell you whats going on in my life…

Sometime I look back at my life and I just see the good things that made me grow up and become who I am know. But who? I have no clue 🙂

I am still scared to go back to my original life. I tried to change, I tried with all my heart to look for something else but the destiny apparently wants me to be who I am and not something more.

Is that true that I will always want something more for myself and my life? Or I will be able to be happy with what I have?

In Italy I had so many dreams that I didnt enjoy what I was doing..then I moved but just after I could find my way, my friends, a sort of life…I moved to Belgium and I discovered that I could make it, not without pain and tears but I did. I found a great friend but I had to move on. A dream. Dreams. So I am here….soon it will be over. I feel home in here. I feel myself. I changed. I knew it would have happened. I found the love of my life and the funny part is that this brings me back to where I was…

But I am happy. Finally I am happy.

I am looking for a job. bad economy to do this. Bad situation but also in this case destiny let me understand that what I tried to avoid during the summer, it has to come back. Soon I will know. More pain far from my love, but an exiting experience…

I will tell you once it is for sure.

Just wanted to let you know that I am fine and I am thinking of you.

Love

03/12/2008

ITALIANS_ Consigli a chi vuole fare il giornalista_Corriere della sera

Posted in Life at 5:30 PM by S.

I giornalisti non temono le lettere d’ insulti: fanno parte del mestiere. Un tempo le scrivevano pensionati iracondi, che picchiavano sulla macchina da scrivere con la furia del batterista dei Rolling Stones. Oggi c’ è l’ email, che consente il copia-e-incolla: col minimo sforzo si possono svillaneggiare commentatori di quattro testate diverse (spesso non ce n’ è bisogno: si sono già svillaneggiati tra loro). Più insidiosa è un’ altra tipologia epistolare: l’ appello del GAG, Giovane Aspirante Giornalista. Tutti lo siamo stati. Ricordo l’ emozione nel ricevere l’ elegante rifiuto di Scalfari (12-2-1978) e la motivata chiusura di Montanelli (16-3-78). Ho incorniciato le due lettere, sono il mio personale monumento alla cocciutaggine. Pur non essendo né Eugenio né Indro, anche Beppe, trent’ anni dopo, riceve posta da giovani aspiranti giornalisti. Così, sono certo, molti colleghi. Che fare? Innanzitutto, rispondere. E poi provare a dire qualcosa d’ incoraggiante. Non è facile, vista la situazione economica (asfittica), la condizione dei giornali (depressa) e l’ umore della nazione (fetido). Mi scrive Daniele Alfieri (daniele.alfieri@live.it): «Egr. Dott. Severgnini, sono uno studente diciottenne che a fine anno conseguirà il diploma di Liceo scientifico sperimentale, e il cui sogno nel cassetto è diventare in futuro giornalista sportivo. Mio padre è direttore del Tg di un’ emittente locale, ma la mia è una passione che ho da un pò di tempo e che sento scorrermi nelle vene. Desideravo conoscere quale facoltà universitaria mi raccomanda e magari taluni consigli per iniziare a scrivere. Appellandomi alla Sua gentilezza confido speranzoso in una risposta. Cordiali saluti e forza Inter». Rispondo pubblicamente, sperando d’ essere utile ad altri. Ecco, Daniele, undici consigli per la tua formazione (4-3-3, più l’ estremo difensore). 1. Leggi molto. 2. Viaggia, guarda, ascolta. E, già che ci sei, ragiona su quanto hai fatto, visto e ascoltato. 3. Allenati nella scrittura («taluni consigli»? «sogno nel cassetto è diventare in futuro…»? Blah). 4. Impara a capire, parlare, scrivere l’ inglese. Bene, anzi benissimo. Quindi: capire la tv e seguire una riunione, parlare in pubblico, scrivere un articolo. 5. Iscriviti a una facoltà che ti piace. La noia accademica è l’ anticamera del fallimento. 6. Dopo la laurea, frequenta una buona scuola di giornalismo (IFG Milano?) 7. Studia, sfrutta e bazzica i nuovi media: l’ occupazione è lì (altrove sarà soprattutto preoccupazione). 8. Sii tenace come il tuo omonimo, quello che «fortissimamente volle» (anche se era un pò folle). 9. Sappi che diventare ricchi, nel giornalismo. è difficile almeno quanto restare onesti. 10. Non presentarti a nome di papà. 11. Spera di essere fortunato, altrimenti i consigli da 1 a 10 serviranno a poco. Buona carriera, Danny Boy. Non dimenticarti di me, quando scriverai a un giovane aspirante giornalista del 2038. http://www.corriere.it/italians

Severgnini Beppe

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(27 novembre 2008) – Corriere della Sera