25/02/2009

Gucci Event a Boston

Posted in Life tagged , , at 8:10 PM by S.

Ieri sono stata invitata ad un evento organizzato al nuovo store di Gucci al Prudential. Diciamo che ero piu’ una infiltrate dato che era un invito agli student (o sarebbe meglio di studentesse) dell’Undergrads della Boston University.

gucci_boston_event_22409

Ovviamente sono andata. Ex fan Gucci (dopo il cambio di stile e di logo) ma dopotutto sono italiana e il cuore un pochino resta affezionato ai vecchi amori.

E cosi mi sono ritrovata alle 7.15pm di martedi sera in coda davanti alle porte del negozio insieme a una diecina di ragazze che scalpitavano impazienti di entrare nel regno del lusso oramai piu o meno accessibile e che sbirciavano dale gigantesche porte a vetri I commessi in abito impeccabile e I camerieri che reggevano vassoi di stuzzichini e calici analcolici. Ero la peggio vestita: ero circondata da abiti da sera decisamente fuori luogo incorniciati da costosissime borse e scarpe lussuose fuori stagione. Quando le porte si sono aperte puntuali (decisamente lo stile italiano non e’ stato tramandato oltreoceano) tutte queste fanciulle si sono piu o meno elegantemente aviate all’interno del negozio, ammaliate dagli accessori ultimo grido piuttosto che dall’atmosfera ricreata per incitare le persenti allo shopping.

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Io ero presente all’evento un po’ perche’ dovevo uscire di casa dopo settimane di triste peregrinaggio casa-universita’, e un po’ perche’ sull’invito dell’evento c’era scritto che Patrick J. Valeo, VP of Stores Gucci America Gucci avrebbe tenuto un discorso ed ero curiosa di cosa aveva da dirci. 

 

 E infatti il discorso e’ arrivato. Si e’ presentato un giovanotto appena sopra la trentina che ha garbatamente salutato e ha iniziato lo speech sottolineando il fatto che aveva ricevuto molti commenti riguardo alla sua giovane eta’ in contrapposizione al titolo e proseguendo poi con una breve descrizione della sua carriera a partire dalla prima esperienza da Bloomingdale per poi salpare a Gucci.

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Ci ha rassicurato di come, nonostante le “voci” che si sentono in giro, il mercato non va poi cosi male, di come le vendite continuano ad aumentare (esortandoci ad usufruire del 10% di sconto che avremmo avuto quella sera solamente), di come nel mondo retail bisogna sempre trovare tempo per il networking e soprattutto essere sempre a contatto con il “field” che ha le risposte e che va sempre ascoltato con attenzione…per poi darci qualche consiglio su come affrontare la ricerca di lavoro…

Ed e’ qui che ho capito che le mie aspettative sarebbero crollate.. Ci ha incoraggiato ad essere fiduciosi e ottimisti (si certo del resto lui il lavoro ce l’ha)….e per infonderci ancor piu coraggio, in caso che le sue parole non avessero ottenuto fin’ora l’effetto voluto, ha aggiunto che lui gia’ solo nell’ultima settimana aveva ricevuto non una, ma ben due chiamate da head hunters…e che quindi il mercato si sta ancora muovendo (nessuno gli ha fatto notare la disparita’ di posizioni e di esperienze…)Ed e’ poi passato a raccontarci di come lui, alle prime esperienze di colloquio, aveva comprato un libro su come affrontare un colloquio (credo fosse della serie “Interviews for dummies”): ovviamente lui, da bravo student ha letto il libro e tento’, all’epoca, di mettere in pratica le semplici regole che venivano elencate come i 10 comandamenti: Se unisci le mani vicino al petto significa che stai pregando…quindi lascia perdere e aspetta di essere in CHiesa.., se incroci le braccia vuol dire che il lavoro non lo vuoi…e aspetta di avere almeno 10 offerte; se accavalli la gamba significa che ti vuoi guardare la suola delle scarpe..e avrai tutto il tempo che vuoi per ammirare le suole delle tue scarpe nuove una volta uscito dal colloquio….e via discorrendo.

E tutto cio’ per dirci che alla fine lui ha capito una lezione fondamentale: ai colloqui bisogna essere se stessi!

Detto cio’ ha chiesto se c’erano domande…e poi ci ha ringraziato e ci augurato buono shopping.!

Io ero finalmente sollevata perche’ cosi potevo andare a casa e finalmente cenare ma ho notato come invece tutte le ragazze della sala si preparavano con curriculum in mano per dare finalmente un senso vero a quella serata.

Mi chiedo se ci sia stata una fortunata “cenerentola” che avra’ il privilegio di entrare nel mondo Gucci, un mondo di lusso e di charme tutto italiano che, a detta di Patrick, e’ in continua crescita e che quindi si appresta ad essere un salvagente in questi tempi di crisi…

Good luck girls.!

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